Basilicata tipica

I Ristoranti Lucani nel Mondo

Il progetto “Ristorante Lucano nel Mondo” nasce nei primi anni 2000 su iniziativa del Dipartimento Agricoltura della Regione Basilicata, con l’obiettivo di rafforzare la presenza internazionale dei prodotti agroalimentari lucani attraverso un’azione coordinata e strategica di promozione istituzionale.

L’idea di fondo è semplice ma innovativa: valorizzare la ristorazione di origine lucana all’estero come canale privilegiato di promozione dei prodotti tipici, della cultura gastronomica e dell’identità regionale, trasformando ogni ristorante in un vero e proprio presidio territoriale nel mondo.

Una strategia di sistema per l’internazionalizzazione

Il progetto prende forma in un contesto caratterizzato da una scarsa conoscenza della Basilicata e della sua cucina, sia a livello nazionale sia internazionale. Mancavano persino dati sull’eventuale presenza di ristoranti tipici lucani fuori regione.

Da qui l’avvio di una ricognizione globale della ristorazione lucana, realizzata nell’ambito degli Accordi di programma per l’internazionalizzazione con il Ministero delle Attività Produttive e l’Istituto per il Commercio Estero.

Gli obiettivi erano ambiziosi:

  • Censire i ristoranti lucani presenti nel mondo
  • Favorire la nascita di nuove attività identitarie
  • Qualificare la cucina lucana come autentica “cucina etnica”
  • Stimolare l’acquisto di prodotti agroalimentari tipici regionali
  • Rafforzare la notorietà della Basilicata attraverso il canale ristorazione

Beneficiari intermedi del progetto sono stati i ristoratori lucani all’estero; beneficiari finali, i produttori agroalimentari regionali, che hanno potuto contare su nuovi sbocchi di mercato.

Dalla ricognizione al marchio di qualità

L’attività ha previsto:

  • Individuazione e contatto diretto dei ristoranti
  • Interviste strutturate su fondazione, provenienza, ricette, prodotti utilizzati
  • Verifiche in loco nelle aree a maggiore concentrazione

I ristoranti che garantivano l’utilizzo di un numero minimo di prodotti tipici e vini regionali e proponevano ricette della tradizione lucana sono stati insigniti del marchio “Ristorante Lucano nel Mondo”.

Parallelamente è stata pubblicata una guida dedicata e, ogni anno, è stato premiato il Miglior Ristorante Lucano nel Mondo nell’ambito del Premio Regionale Sapori Lucani.

Il risultato ha superato ogni aspettativa: a fronte di un obiettivo iniziale di circa 50 ristoranti, ne sono stati individuati oltre 100, con un trend in costante crescita.

Il caso Berlino: un modello virtuoso

Un esempio emblematico è quello di Berlino. Partiti da cinque ristoratori censiti, ne sono stati individuati ventidue, molti dei quali non si conoscevano tra loro.

Attraverso incontri e iniziative promozionali, in tre anni la cucina lucana è stata presentata al pubblico tedesco come una vera e propria identità gastronomica riconoscibile. L’esperienza ha portato, nel 2004, alla nascita di un’associazione di ristoranti lucani in Germania, con l’obiettivo di operare anche come gruppo di acquisto organizzato.

Oltre l’agroalimentare: un impatto multidimensionale

Il progetto ha evidenziato come il ristorante lucano all’estero non sia soltanto un canale commerciale, ma un veicolo culturale ed economico integrato:

  • Agroalimentare: utilizzo e promozione di prodotti tipici regionali
  • Artigianato: impiego di stoviglie e manufatti provenienti dalla Basilicata
  • Occupazione: coinvolgimento di personale lucano
  • Turismo: punto informativo privilegiato per chi programma un viaggio in Italia

Il ristoratore diventa così ambasciatore del territorio, riferimento culturale e promotore turistico.

Un modello replicabile

La forza dell’esperienza lucana risiede nella capacità di proporre la cucina tipica direttamente nei Paesi di destinazione, senza dover necessariamente “portare” la Basilicata all’estero attraverso eventi occasionali.

Non è il giornalista o il buyer che deve venire in Basilicata per conoscere un vino o un prodotto DOP: può scoprirlo nel ristorante lucano della propria città.

Il progetto rappresenta oggi un modello pilota potenzialmente replicabile su scala più ampia, a partire da un sistema di certificazione e da un disciplinare condiviso, capace di valorizzare la qualità e l’autenticità della ristorazione italiana nel mondo.


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